Naspi | Molti la ricevono e non sanno questa cosa

Non tutti i percettori NASPI sono a conoscenza di un fatto molto importante che riguarda i contributi per la pensione

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naspi contributi figurativi (Foto Adobe)

In Italia sono centinaia di miglia le persone che prendono la NASPI, ovvero la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego. Si tratta di una indennità mensile di disoccupazione, erogata su domanda, in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015.

La NASPI spetta a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo alla cessazione, ma entro i termini di legge. Molte persone che ricevono la NASPI non sanno un dettaglio molto importante.

NASPI e contributi figurativi: non tutti sanno questa cosa

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naspi contributi figurativi (Foto Adobe)

L’indennità di disoccupazione è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni e per un massimo di 2 anni. La misura della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni e si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del sesto mese.

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Molti non sanno che i periodi di fruizione della NASPI sono coperti da contribuzione figurativa. Per tutto il periodo di NASPI al lavoratore disoccupato è infatti riconosciuta la contribuzione figurativa utile sia al diritto che alla misura della pensione. Le persone non devono fare assolutamente nulla e non ci sono limiti all’utilizzo della contribuzione figurativa.

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Molti percettori hanno infatti notato che nell’estratto conto previdenziale è presenta la nota 3 e si chiedono se valida per il raggiungimento della pensione di vecchiaia o se va riscattata. Da qui la confusione sui contributi figurativi della NASPI. Chiariamo che la nota 3 dell’INPS indica solo che quei contributi non sono validi per il raggiungimento dei 35 anni richiesti per la pensione di anzianità che devono essere considerati senza il conteggio di figurativi per malattia e disoccupazione indennizzata.

Il fattore dei 35 anni lo si ritrova in diverse misure come Opzione donna ma anche di Quota 100 e 102 e, molto probabilmente, anche della Quota 103. Per raggiungere i 38 anni di contributi, infatti, bisogna avere almeno 35 anni di contributi senza considerare i figurativi di disoccupazione e malattia. Questo significa che su 38 anni solo 3 anni possono derivare da contributi figurativi di Naspi e malattia.