Caos canone Rai, arriva un rimborso ai cittadini?

Il pagamento dell’imposta non in tutti i luoghi d’Italia corrisponde all’adempimento del servizio. Si può rimborsare il Canone Rai?

Canone Rai disservizio
Tv (Foto Pixabay – pixabay.com)

Da qualche anno a questa parte, nello specifico dal 2016, il Canone Rai è passato dalla forma di bollettino postale a una delle voci nella bolletta della corrente elettrica. In questo modo, una delle imposte più evase d’Italia, è stata recuperata dalle casse statali. Con l’aggiunta di uno sconto annuale. Difatti il canone è passato da 130 euro annui a 90 euro, pagato in 10 tranche mensili da 9 euro. Dunque il meccanismo si è invertito. Chi ha diritto all’esenzione, o chi non ha apparecchi televisivi in casa, dunque non necessita del servizio, deve fare specifica richiesta. In caso contrario l’imposta verrà addebitata di default.

E le aziende di fornitura si sono fatte ambasciatrici di questo ingrato compito, di riscuotere la tassa. A più riprese, si ascoltano notizie di consumatori che lamentano di non poter usufruire del servizio nonostante la coresponsione del Canone. È possibile chiedere un rimborso?

Rimborso Canone Rai, quando può essere richiesto

Canone Rai disservizio
Canone Rai (Foto Pixabay – pixabay.com)

Ora, sulla carta le cose sarebbero molto semplici. Come afferma l’articolo 1453 del Codice Civile, “nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno”. Ciò significa che se uno dei due non rispetta ciò che è scritto nel contratto, l’altro si può rivalere. Ad esempio, se una persona non paga il Canone Rai, che rappresenta il suo dovere, il servizio può essere interrotto.

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Tuttavia il caso inverso, parlando dello Stato come contraente, è un po’ più complicato. È il caso del Veneto, dove, da quando a marzo 2022 lo switch off ha cambiato le sintonizzazioni, i canali Rai non si vedono. Dunque i cittadini pagano un servizio senza poterne usufruire. E le lamentele sono state inviate per iscritto, ma rimaste lettera morta.

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Dunque è partita una diffida verso il servizio pubblico da parte di Adico (Associazione in Difesa dei Consumatori), perché diversi cittadini hanno pagato il servizio senza riceverlo. Si richiede il rimborso dei mesi pagati a vuoto e la soppressione della tassa.